Sabato 18 Novembre 2017
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Agen: «In Sicilia basta improvvisatori, si punti su turismo e infrastrutture»

«Basta con gli improvvisatori. Se non c'è un progetto di sviluppo, la Sicilia rimarrà ferma. Bisogna puntare sulle grandi infrastrutture e sul turismo, le cui scelte devono essere affidate a tecnici specializzati. Il commercio è il malato terminale che si vede scaricare addosso le crisi degli altri. Per spendere bisogna guadagnare, altrimenti non si uscirà dalla recessione». Ecco cosa serve per rimettere in moto l'economia e rilanciare i consumi secondo Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio.

22/09/2014

22 Settembre 2014

«Basta con gli improvvisatori. Se non c'è un progetto di sviluppo, la Sicilia rimarrà ferma. Bisogna puntare sulle grandi infrastrutture e sul turismo, le cui scelte devono essere affidate a tecnici specializzati. Il commercio è il malato terminale che si vede scaricare addosso le crisi degli altri. Per spendere bisogna guadagnare, altrimenti non si uscirà dalla recessione». Ecco cosa serve per rimettere in moto l'economia e rilanciare i consumi secondo Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio.

PRESIDENTE, LA TENSIONE A LIVELLO POLITICO RESTA ALTA. NELLA MAGGIORANZA È UN TUTTI CONTRO TUTTI, L'OPPOSIZIONE ANNUNCIA OGNI GIORNO UNA NUOVA MOZIONE NEI CONFRONTI DEGLI ASSESSORI E, NEL FRATTEMPO, LE IMPRESE SICILIANE MUOIONO.

«Lo spettacolo che sta dando il governo non è degno di una regione e di una politica di alto livello. Al di là di considerazioni astratte, non si è visto niente. È anche difficile criticare, perché non è stato fatto nulla per la crescita del mondo imprenditoriale. Il Piano giovani era un fatto positivo, ma dal punto di vista della crescita non aveva un gran significato. Gettare sul mercato soldi è positivo se l'investimento è finalizzato a vantaggi superiori, altrimenti rimane fine a se stesso. Se invece di dare soldi ai forestali per fargli avere la disoccupazione agricola, la Regione pensasse a realizzare opere pubbliche che lascino un segno, allora sì che ci sarebbe una ripresa economica».

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