Lunedì 25 Settembre 2017
INIZIATIVE

COMUNICATO STAMPA - UN IMPEGNO CHE CONTINUA, UN IMPEGNO CHE SI RINNOVA.

A 24 anni dalla esecuzione mafiosa di Libero Grassi e dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni cosiddetti “paladini dell`antimafia”, a partire da Helg ma non solo, è necessario interrogarsi su come l`impegno antimafia debba essere portato avanti dalle associazioni di categoria, senza che questo produca “figuranti” che sfruttando il lavoro altrui e grazie ad un apparente impegno, costruiscano immeritate carriere e riconoscimenti. Le recenti vicende siciliane riportano con forza l`attenzione della Giunta di Confcommercio Sicilia sulla questione della lotta alla criminalità organizzata.

16/09/2015

A 24 anni dalla esecuzione mafiosa di Libero Grassi e dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni cosiddetti «paladini dell`antimafia«, a partire da Helg ma non solo, è necessario interrogarsi su come l`impegno antimafia debba essere portato avanti dalle associazioni di categoria, senza che questo produca «figuranti» che sfruttando il lavoro altrui e grazie ad un apparente impegno, costruiscano immeritate carriere e riconoscimenti.

Le recenti vicende siciliane riportano con forza l`attenzione della Giunta di Confcommercio Sicilia sulla questione della lotta alla criminalità organizzata.

Le misure di contrasto al racket e all`usura, appesantite da un eccesivo carico burocratico, finiscono per penalizzare quegli imprenditori e quelle imprese che scelgono la strada della denuncia e della testimonianza civile.

Le misure di sequestro preventivo, al di là del merito giudiziario sul quale ovviamente ci si rimette al lavoro della magistratura, ci spingono a rilanciare una serie di proposte di utilizzo di professionalità più volte segnalato alle autorità competenti, poiché il sequestro preventivo non può e non deve essere trattato alla stregua di una pratica fallimentare.

Troppo spesso, al di là della restituzione delle imprese agli imprenditori, il rapporto banche-creditori-lavoratori, finisce per impoverire, rinsecchire e portare a uno stato comatoso le imprese oggetto di sequestro preventivo, anche per la lunghezza dei tempi necessari per accertare le responsabilità oggettive.

Superata la fase dell`accertamento, entra in gioco l`Agenzia sui Beni Confiscati che sempre più spesso si ritrova in mano immobili, che solo nell`ultimo periodo hanno avuto un`accellerazione con La restituzione alla fruizione di tali beni alla società civile.

Confcommercio Sicilia ribadisce il valore di esperienze come quelle dell`Hotel San Paolo di Palermo e di altre, nelle quali lo Stato ha saputo dimostrare che si può essere imprenditori e si possono riportare risultati positivi utili all`intera collettività.

Confcommercio Sicilia auspica che si metta mano alla luce di questi oltre 20 anni di esperienza ad un ripensamento, ad una riscrittura delle regole per combattere il racket, l`usura e a regolamentare i sequestri preventivi e le confische, recuperando il ruolo delle associazioni di categoria, delle imprese sane e valorizzando competenze manageriali, in una parola restituendo al privato ciò che una mano criminale ha o aveva servito al proprio disegno criminoso, confermando quindi un impegno costante e trasparente che ci vede, da anni, in prima linea.

Confcommercio Sicilia chiede che si volti pagina, basta passerelle, basta carriere costruite sull`antimafia di facciata.

Su questi temi saremo inflessibili nel richiamare i Governi nazionale e regionale, ma anche le Organizzazioni di categoria ad aprire un confronto su un mondo dove alcuni, forse, hanno male interpretato il concetto di «fare sistema».

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